Il partigiano Johnny di Beppe Fenoglio (1968): In quella, la cresta ebbe come un terremoto, mentre l'immenso cielo soprano era dilaniato dal tuono dei cannoni. Andarono con faccia a terra, come se avessero ricevuto sulle loro nuche lillipuziane quelle enormi palle di cannone. I tedeschi stavano cannoneggiando Castino e nel medesimo tempo gli attaccanti aprirono il fuoco dei mortai. E sin dai primi colpi un grande polverone macchiò la facciata del paese.
Sostiene Pereira di Antonio Tabucchi (1994): Monteiro Rossi fece la mossa di alzarsi, urtò contro il tavolino, il boccale di birra che era davanti a lui cadde e lui si macchiò completamente i bei pantaloni bianchi. Le chiedo scusa, farfugliò Pereira. Sono io che sono sbadato, disse il giovanotto, mi succede spesso, lei è il dottor Pereira del “Lisboa”, immagino, la prego si accomodi. E gli tese la mano.
I Viceré di Federico De Roberto (1894): Non vedeva la piaga, ma il gesto circolare che l'operatore faceva col braccio, il sangue che sprizzò sui grembiali del chirurgo e degli assistenti, che macchiò il letto e il pavimento, che fece più disgustoso l'odore dell'aria. Quanto sangue! Quanto sangue! Se ne colmavano grandi bacili; vuotati, si ricolmavano.... Ella stava dall'altro lato del letto, tenendo una mano del padre, fredda come quella d'un cadavere. Non poteva né pregare né pensare, vinta dall'orrore: una sola idea occupava il suo spirito: «Quando finiranno?... Non finiranno più?...» |